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Ken Robinson - rivoluzione del modello educativo

Un nuovo intervento di Sir Ken Robinson al TED 2010. Non serve una riforma della scuola, ma una rivoluzione, qualcosa di nuovo, che generi la passione dell'apprendimento. In inglese, con sottotili disponibili in italiano.

18 minuti veramente intensi e interessanti


Sir Ken Robinson - scuola e creatività

In questo interessante video, Sir Ken Robinson ci parla del futuro, dell'educazione scolastica, della creatività.
Il video è in inglese, ma ci sono anche i sottotitoli in italiano. Vale la pena spendere 19 minuti del vostro tempo per stare ad ascoltare una persona che vede le cose al di fuori degli  schemi mentali a cui siamo abituati e che inevitabilmente ci condizionano. Temi importanti, trattati in modo divertente.




Mano tesa al Bangladesh



L'amico Oliviero torna in Bangladesh per dare un contributo concreto a popolazioni più povere di noi. Volentieri diffondo il suo appello in questo post:

Eccomi pronto per il mio ottavo ritorno in Bangladesh.

Il 20 di dicembre, nella settimana che precede il Natale,
ancora una volta diventerà una buona opportunità
per portare un po del nostro aiuto ( quello che ci sarà
possibile) a quella gente meno fortunata di noi.
Ho cosi pensato di dare il via ad una raccolta
di aiuti chiamata "Operazione Acqua e Riso".
L'obbiettivo è la realizzazione di pozzi per l'acqua
nei tanti villaggi che ho visitato durante il mio
ultimo viaggio, dove ho lasciato una promessa
di aiuto che non posso dimenticare.


Una, due, dieci pompe.....non importa quante riusciremo
ad installarne, l'importante è mantenere la promessa.
Potrebbe essere il nostro regalo di Natale.
Non il solito regalo che da noi finisce dopo pochi
giorni in un cassetto, spesso dimenticato,
ma un aiuto che cambia la vita di intere famiglie.

E c'è anche un altro "bisogno" primario,
forse piu che un bisogno, un emergenza.
Un €uro trasformato nella moneta locale diventa
100 Taka e trsformato in riso diventa 5 Kg di riso.
Ed è cosi che 10 € diventano 50 kg di riso...
100 € diventano mezza tonnellata....davvero molto.
Anche su questo fronte con poco si puo davvero
fare tanto, visto che molte famiglie non possiedono
terreno da coltivare e il loro sostentamento è
legato alla terra in modo diretto.

Perchè il Natale sia migliore,
a volte non bastano gli Auguri.
Ancora una volta devo "rompere le scatole"
a chi non se lo merita...ma credetemi,
è l'unico modo per cambiare qualcosa laggiù.

Naturalmente esistono tante altre emergenze
che vanno dalle cure mediche, alla sistemazione
delle case danneggiate dai monsoni.

Ci sono poi aiuti che riguardano le scuole e
l'istruzione delle nuove generazioni.
Solo cosi sarà possibile scommettere su un futuro
migliore per loro e sicuramente anche per noi.

Un grazie anticipato da Oliviero e dal suo Bangladesh
...sperando che sia un po anche il tuo.


English version, aid to Bangladesh

Version francaise, aide au Bangladesh

NO ALLA VENDITA DEI BENI CONFISCATI FIRMA L'APPELLO: NIENTE REGALI ALLE MAFIE, I BENI CONFISCATI SONO COSA NOSTRA


Tredici anni fa, oltre un milione di cittadini firmarono la petizione che chiedeva al Parlamento di approvare la legge per l'uso sociale dei beni confiscati alle mafie. Un appello raccolto da tutte le forze politiche, che votarono all'unanimità le legge 109/96. Si coronava, così, il sogno di chi, a cominciare da Pio La Torre, aveva pagato con la propria vita l'impegno per sottrarre ai clan le ricchezze accumulate illegalmente.

Oggi quell 'impegno rischia di essere tradito. Un emendamento introdotto in Senato alla legge finanziaria, infatti, prevede la vendita dei beni confiscati che non si riescono a destinare entro tre o sei mesi. E' facile immaginare, grazie alle note capacità delle organizzazioni mafiose di mascherare la loro presenza, chi si farà avanti per comprare ville, case e terreni appartenuti ai boss e che rappresentavano altrettanti simboli del loro potere, costruito con la violenza, il sangue, i soprusi, fino all'intervento dello Stato.

La vendita di quei beni significherà una cosa soltanto: che lo Stato si arrende di fronte alle difficoltà del loro pieno ed effettivo riutilizzo sociale, come prevede la legge. E il ritorno di quei beni nelle disponibilità dei clan a cui erano stati sottratti, grazie al lavoro delle forze dell'ordine e della magistratura, avrà un effetto dirompente sulla stessa credibilità delle istituzioni.

Per queste ragioni chiediamo al governo e al Parlamento di ripensarci e di ritirare l'emendamento sulla vendita dei beni confiscati.
Si rafforzi, piuttosto, l'azione di chi indaga per individuare le ricchezze dei clan. S'introducano norme che facilitano il riutilizzo sociale dei beni e venga data concreta attuazione alla norma che stabilisce la confisca di beni ai corrotti. E vengano destinate innanzitutto ai familiari delle vittime di mafia e ai testimoni di giustizia i soldi e le risorse finanziarie sottratte alle mafie. Ma non vendiamo quei beni confiscati che rappresentano il segno del riscatto di un'Italia civile, onesta e coraggiosa. Perché quei beni sono davvero tutti "cosa nostra"

don Luigi Ciotti
presidente di Libera e Gruppo Abele

Per firmare l'appello clicca qui:
http://www.libera.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/1780

Blog action day 2009 - Global Reboot



For the BLOG ACTION DAY 2009, I link again the Global reboot Project video.


[See below for Italian text]

Dear friends and colleagues:

we are happy to launch GLOBAL REBOOT, a communication campaign inviting citizens across the globe to share information and ideas on how to 'reboot' our global system, from climate change, to increasing poverty and economic collapse.

As a first step toward the establishment of a community of like-minded citizens, GLOBAL REBOOT presents the on-line documentary The Age of Adaptation, which argues that global warming, social inequality and economic instability are converging into a 'systemic crisis' affecting the whole planet.

The Age of Adaptation also uncovers the rhetoric behind many alleged techniques to resolve climate change, from clean coal to carbon offsetting, and concludes that only a general 'reboot' of our social and economic model can help us adapt to the challenges lying ahead.

We hope you will enjoy the documentary and share it with your own friends. We hope as many people as possible will watch The Age of Adaptation and look forward to receiving your reactions, comments and suggestions on how we can act both individually and collectively You can e-mail us your feedback or share comments on our Facebook, Twitter and Ning pages.

Check all of this at: www.globalreboot.org

Let's spread the word,
Janine Schall-Emden

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Cari amici e colleghi:
siamo felici di poter lanciare GLOBAL REBOOT, una campagna di comunicazione che invita cittadini in tutto il mondo a condividere informazioni ed idee su come 'resettare' il nostro sistema globale contemporaneo, caratterizzato di cambiamenti climatici, povertà crescente e continue crisi economiche.

Come primo passo verso la creazione di una vera e propria comunità di cittadini interessati a 'fare qualcosa', GLOBAL REBOOT presenta L'era dell'adattamento, un documentario che dimostra come i cambiamenti climatici, la disuguaglianza sociale e l'instabilità economica stiano convergendo in una crisi sistemica.

L'era dell'adattamento svela la retorica che si nasconde dietro alcune tecniche che si propongono di risolvere il riscaldamento globale, dal carbone pulito alla compensazione del carbonio, e giunge alla conclusione che soltanto un rivoluzione complessiva del nostro sistema economico e sociale può favorire l'adattamento necessario a rispondere alle sfide del futuro.

Ci auguriamo che L'era dell'adattamento susciti il vostro interesse e che lo condividiate con il numero maggiore di amici e conoscenti. Potete anche inviarci i vostri commenti tramite e-mail o partecipando alle nostre pagine su Facebook, Twitter e Ning.

Trovate il tutto su: www.globalreboot.org

Aiutateci a diffondere questa iniziativa,
Janine Schall-Emden

L'acqua è di tutti


La denuncia di padre Zanotelli: "Con le modifiche legislative del 9 settembre 2009 del Consiglio dei ministri è arrivato l'ultimo tassello per la privatizzazione dell'acqua. E' la vittoria del profitto, la pagherano le classi deboli"

di Alex Zanotelli, missionario comboniano

Non avrei mai immaginato che il paese di Francesco d’ Assisi (Patrono d’Italia) che ha cantato nelle sue Laudi la bellezza di “sorella acqua” diventasse la prima nazione in Europa a privatizzare l’acqua! Giorni fa abbiamo avuto l’ultimo tassello che porterà necessariamente alla privatizzazione dell’acqua.
Il Consiglio dei Ministri , infatti, ha approvato il 9/09/2009 delle “Modifiche” all’articolo 23 bis della Legge 133/2008 . Queste "Modifiche" sono inserite come articolo 15 in un Decreto legge per l’adempimento degli obblighi comunitari. Una prima parte di queste Modifiche riguardano gli affidamenti dei servizi pubblici locali, come gas, trasporti pubblici e rifiuti. Le vie ordinarie ‐così afferma il Decreto‐ di gestione dei servizi pubblici locali di rilevanza economica è l’affidamento degli stessi, attraverso gara, a società miste, il cui socio privato deve essere scelto attraverso gara, deve possedere non meno del 40% ed essere socio "industriale”. In poche parole questo vuol dire la fine delle gestioni attraverso SPA in house e della partecipazione maggioritaria degli enti locali nelle SPA quotate in borsa.
Questo decreto è frutto dell’accordo tra il Ministro degli Affari Regionali, Fitto e il Ministro Calderoli. E questo grazie anche alla pressione di Confindustria per la quale in tempo di crisi, i servizi pubblici locali devono diventare fonte di guadagno.
E’ la vittoria del mercato, della merce, del profitto. Cosa resta ormai di comune nei nostri Comuni?
E’ la vittoria della politica delle privatizzazioni, oggi, portata avanti brillantemente dalla destra. A farne le spese è sorella acqua. Oggi l’acqua è il bene supremo che andrà sempre più scarseggiando, sia per i cambiamenti climatici, sia per l’incremento demografico. Quella della privatizzazione dell’acqua è una scelta politica gravissima che sarà pagata a caro prezzo dalle classi deboli di questo paese, ma soprattutto dagli impoveriti del mondo (in milioni di morti per sete!)
Ancora più incredibile per me è che la gestione dell’acqua sia messa sullo stesso piano della gestione dei rifiuti! Questa è la mercificazione della politica! Siamo anni luce lontani dalla dichiarazione del Papa Benedetto XVI nella sua recente enciclica Caritas in veritate dove si afferma che l’”accesso all’acqua” è "diritto universale di tutti gli esseri umani senza distinzioni e discriminazioni”. Tutto questo è legato al “diritto primario della vita”. La gestione dell’acqua per il nostro Governo è assimilabile a quella dei rifiuti! Che vergogna! Non avrei mai pensato che la politica potesse diventare a tal punto il paladino dei potentati economico‐finanziari. E’ la morte della politica!
Per cui chiedo a tutti di:
- protestare contro questa decisione del governo tramite interlocuzioni con i parlamentari, invio di e.mail ai vari ministeri…
- chiedere ai parlamentari che venga discussa in Parlamento la Legge di iniziativa popolare per una gestione pubblica e partecipata dell’acqua, che ha avuto oltre 400mila firme e ora ‘dorme’ nella Commissione Ambiente della Camera;
- chiedere con insistenza alle forze politiche di opposizione che dicano la loro posizione sulla gestione dell’acqua e su queste Modifiche alla 23 bis;
- premere a livello locale perché si convochino consigli comunali monotematici per dichiarare l’acqua bene comune e il servizio idrico “privo di rilevanza economica”;
- ed infine premere sui propri consigli comunali perché facciano la scelta dell’Azienda Pubblica Speciale a totale capitale pubblico: è l’unica strada che ci rimane per salvare l’acqua.

Sarà solo partendo dal basso che salveremo l’acqua come bene comune, come diritto fondamentale umano e salveremo così anche la nostra democrazia. E’ in ballo la Vita perché l’Acqua è Vita

http://www.acquabenecomune.org/spip.php?article545